• fabio salaro

Volare ma non saperlo

La tecnologia applicata al running non è solo orologi gps e programmi di caricamento degli allenamenti, ma anche materiali e strumenti al supporto del runner.

Per questa ragione e data anche la sempre più alta presenza di corridori con indosso scarpe con piastra al carbonio anche nell’atletica di alto livello e nei principali eventi sportivi (non da meno il recente primato italiano sui 10km assoluti) mi sono chiesto quanto effettivamente una scarpa al carbonio ritenuta "performante" possa condizionare la resa in gara anche per i runner amatoriali.


Ho deciso quindi di acquistare per la maratona di Torino del 14 Novembre 2021 le ASICS Metaspeed Sky: una scarpa da gara incredibilmente leggera con piastra al carbonio totale nella suola e schiuma "flyte foam", che massimizza la compressione per garantire maggiore reattività nella falcata.

Quello che ho notato subito da quando questa scarpa è arrivata, circa due settimane prima della gara, è la sua estrema stabilità e comodità grazie anche alla soletta interna in materiale adattivo che per darvi un metro di paragone sembra in memory foam.

In queste due settimane ho eseguito 3 allenamenti, che nella mia esperienza è il numero ottimale per permettere di adattare al meglio il piede alla scarpa e testare la reattività a tutti i ritmi senza però andare ad intaccare l'integrità della suola:

  • una corsa lenta,

  • una corsa media

  • una corsa rigenerante con degli allunghi

Leggendo online i principali benefici che si riscontrano con queste scarpe sono:

  • Aumento del circa 4% della velocità a km;

  • Ritorno dell’energia in fase di spinta

  • Riduzione affaticamento muscolare

Per capire se questi benefici erano effettivi, ho comparato i dati sviluppati dal mio algoritmo predittivo e l'effettivo andamento in gara.

Premessa: tutta la preparazione l’ho corsa con scarpe neutre senza l’intera suola in carbonio, di due differenti tipi:

  • scarpe leggermente più protettive per corse lente (ASICS Evoride);

  • scarpe leggere e più reattive per allenamenti medio/veloci (ASICS Magic Speed)

Questa veloce premessa per dire che l'algoritmo predittivo non è stato influenzato dai benefici delle scarpe in carbonio e quindi la riduzione del 4% dal tempo stimato sulla maratona può essere verificato.


Arriviamo quindi ai dati scientifici:

la maratona sono riuscito a concluderla in 2h37’17” ben 5’ più veloce rispetto al tempo previsto dall’analisi dei miei allenamenti di 2h42’, ovvero aver corso il 3,7% più veloce del preventivato.

Vorrei ora rivivere con voi quello che sono state le mie sensazioni durante la gara.

I primi 10 km mi sono impegnato per rimanere costante sulla media a km che mi ero prefissato; dopo i 10 km sentivo che il ritmo era troppo facile per me e quindi, senza guardare l'orologio per qualche km, ho cercato di correre assecondando la mia falcata.

Al 15° km guardo la media a km e vedevo che segnava uno strepitoso (per me) 3'39'' molto più forte di quello che mi ero prefissato.

In quell'istante cosa fare? E' difficile da rispondere, tuttavia ho voluto dare fiducia al mio istinto in quanto quella velocità non la stavo per nulla patendo.

Passaggio alla mezza in 1h18' e da li in poi è stato un punto interrogativo costante, quando sarebbe arrivato il famoso muro?

Dalla mezza in poi non ho avuto un minuto di cedimento, anzi sono riuscito a recuperare alcune posizioni a livello assoluto, chiudendo la maratona in competa spinta al 5° posto assoluto.

Detto questo dal mio punto di vista soggettivo sono riuscito a godere di tutti i benefici di cui si parla e si legge riguardo le scarpe con la suola in carbonio e non credo che sarei riuscito ad arrivare allo stesso tempo senza quella leggera "spinta in più" che queste scarpe ti danno.


Trovo comunque giusto sottolineare che nonostante le scarpe siano notevoli facciano comunque parte di tutte quella serie di accortezze che un runner deve saper gestire e valutare prima di una gara, come ad esempio quali e quanti gel energetici assumere durante l'attività, la colazione pre-gara, il tipo di abbigliamento da indossare, ecc... che possono influenzare i risultati e andamenti effettivi in gara.


In conclusione posso dire che stare al "passo" con la tecnologia in tutte le sue applicazioni è un buon modo per ottimizzare ed affinare le proprie conoscenze e capacità atletiche, continuando a migliorarsi e a conoscere sempre di più la propria fisicità e limiti.


Quindi che siano al carbonio o no, runner mettete le vostre scarpe e buona corsa!



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